Giuseppe “Bepino” Sartori: storia di un’ombra

 

 

 

GIUSEPPE “BEPINO” SARTORI: STORIA DI UN’OMBRA

 

 

Dopo la grande retrospettiva del gennaio scorso – a cura di il Funambolo in collaborazione con Mattia Bacca, Giuseppina Baroni Adesi, Erica Demattè, Michele Filippi, Alice Leoni e Viviana Puecher – si torna a riflettere su questa grande ed enigmatica figura dell’arte contemporanea trentina e italiana grazie alla proiezione di un breve video, ritrovato di recente dallo studioso Donny C. Riccardo, girato da Sartori durante un tour in Brasile dei Velvet Underground.

L’indimenticabile figura di Sartori, artista trentino che ha vissuto in prima persona gli splendori della Factory di Andy Warhol a New York, non è catalogabile: non appone la propria firma sotto un quadro, non trova posto in un museo, eppure è una figura dell’arte solo perché c’è, si proietta in un luogo e un tempo che fanno di lui un attore e non una comparsa di una scena artistica fondamentale.

Eppure Giuseppe Sartori non fa nulla per imporsi come artista, anzi, sembra vivere sempre nel cono d’ombra di un mondo troppo più splendente del suo. L’artista come celebrità è uno dei grandi temi dell’arte di Warhol ed è una delle più decise differenze attraverso cui Sartori si definisce: nella Fabbrica di celebrità lui si nega, scompare, si disgrega; nel luogo in cui non bisogna fare nulla per essere celebrati come artisti, Sartori fa di tutto per non essere dichiarato tale; laddove è sufficiente apparire per diventare una figura attiva sulla scena, Sartori non appare e si impone come personaggio mancante, invisibile, inesistente perché trasparente.

 


The Velvet Underground – Venus in Furs – Live [www.keepvid.com]